Cenni storici

Insediamenti di età preromana
Le testimonianze archeologiche nel territorio attuale di Casalbore fino ad oggi conosciute si estendono dal VII fino alla fine del IV secolo a.C., periodo conclusivo delle guerre sannitiche. I materiali rinvenuti provengono sia dall'area delle necropoli, a Nord, che dalle aree in prossimità dell'attuale centro abitato. Quasi certamente l'antico insediamento anche se spostatosi più ad Est continuò ad esistere anche dopo la conquista romana, favorito dal passaggio del Regio Tratturo Pescasseroli-Candela, percorso usato per le greggi per la transumanza, che lo attraversa in pieno. Possiamo ipotizzare che verso la fine dell'Impero Romano e l'avvento del Cristianesimo questo "pagus" si sia chiamato "Casal(is) Albulus" (villaggio bianco).
La citazione più antica fino ad oggi conosciuta di questo nome risale al 452 d.C., ripreso dalla vecchia platea della chiesa di S. Sofia di Benevento che in Casalbore possedeva dei beni (la chiesa di S. Maria dei Bossi e alcune terre le quali vi rimarranno fino al XVIII secolo). In essa si dice "Ecclesia sanctae Mariae in Casalis Albulo".
Le prime genti che lasciarono tracce indelebili e diedero il nome alla zona furono i Sanniti. Essi presero nomi diversi secondo il territorio da loro occupato. Gli Irpini abitarono la zona che aveva come città principale Avellino. Questi ultimi furono così denoominati dalla loro insegna: un lupo (o ariete?) (Hirpus) che nei primissimi tempi fu certamente il "totem" (dio) della tribù; come il toro per i Taurini, il bove per Boiano.
L'unico culto accertato in territorio casalborese è quello di Venere: "dea" della bellezza. Una cosa è certa, nella zona di Casalbore si son trovate vestigia dell'antica Roma imperiale: resti di "emporium" (con "doli", giare per derrate) poco distanti dalla grotta di S. Michele ove passava la via pre-traianea e il tratturo; vasi di bronzo (tipo bracieri) ed altri ruderi sul monte Calvello ove è la gola (valicaturo) che porta a Lucera (FG); tracce di terme (stabilimenti di bagni), tombe con lacrimatoi, lucerne, idoletti, ecc. in contrada San Ferro.
Di notevole interesse sono i resti di un tempio italico databile al III - IV secolo a.C. parte integrante dell'abitato sannita. In detta zona furono pure notate diverse "fosse" a pareti lisce, profonde da 12 a 15 palmi (circa 3 - 4 metri), trattasi probabilmente di tombe. Anche in contrada S. Maria dei Bossi furono trovate diverse tombe, con scheletri, armi, vasetti, idoletti e resti di terme.
Guerre Sannitiche
Le guerre romano-sannitiche durarono circa due secoli. Varie battaglie ebbero per teatro le campagne di Casalbore. Sulle pendici del
monte "Chiuvi" (monte Chiodo di Buonalbergo) sorgeva la città di Cluvia, nodo strategico di viabilità conteso da Romani e Sanniti.
Nel 321 a.C. i Romani furono terribilmente battuti alle Forche Caudine e non poterono giungere in Puglia per la via beneventana. Essi, allora, occuparono Lucera passando attraverso l'Abruzzo e costeggiando l'Adriatico. Da Lucera marciarono su Cluvia, passando certamente e guerreggiando anche in territorio casalborese.
I Sanniti ritolsero Cluvia ai Romani e ne misero a morte il presidio. Ma i fieri legionari dell'Urbe tornarono all'attacco con più forze, espugnando la città, uccidendo circa 20.000 Sanniti che la difendevano.
Questa tremenda battaglia e l'imboscata che i Sanniti avevano teso ai Romani, si svolsero lungo il torrente S. Spirito che ora segna il confine tra Casalbore e Buonalbergo. In quel tempo le terre casalboresi dovevano far parte della città di Cluvia. Quando Cluvia fu abbattuta, i Romani ne popolarono le campagne con gente portata da altri lembi d'Italia. Si formarono così le celebri "Colonie", rette con statuti speciali.
Una trasmigrazione massiccia fu quella dei Corneliani e i Bebiani, circa 60.000 persone dalla Liguria trapiantati tra il Tammaro e il Miscano (181 a.C.) in un territorio che comprende tra gli altri i Comuni di Taurasi, Circello, Pago-Veiano, S. Giorgio la Molara, Apice, Reino, S. Bartolomeo, Paduli. La Tavola Bebiana nomina 22 villaggi (pagi) ma non di tutti conosciamo la località e in essa è nominato il "pago" Albanus.
Era prossimo al "pago" Herculaneum che pare fosse presso Buonalbergo, che sia l'antenato di Casalbore (Casalis Albulus)? Naturalmente questa è solo una ipotesi non ancora del tutto confermata ma vi è un riferimento indiretto se pensiamo che i Bebiani si estesero da Benevento fino ad Equo Tutico (S. Eleuterio) e che l'Edile beneventano aveva giurisdizione da Claudio alla citata località arianese, bisogna dedurre che l'ager casalborese era certamente nell'orbita beneventana e, forse, in quella bebiana. Con la caduta di Roma, il dominio di questa terra passava ai Greci-Bizantini.
Qualche secolo più tardi, con l'arrivo dei Longobardi e la nascita del ducato beneventano, i cui confini si estendevano fino ad Equo Tutico (S. Eleuterio), la terra di Casalbore fu compresa in questa sfera di influenza politica e religiosa. Il secondo millennio fu caratterizzato da nuove invasioni, quelle dei Saraceni provenienti dall'Adriatico e volti a conquistare, saccheggiando e devastando chiese e villaggi, le terre verso Benevento. E' in questo periodo che fu annesso alla terra di Casalbore un "Monte Saraceno", sede di un villaggio omonimo con castello (oggi contrada Pescolatorre).
Prima dell'anno Mille in territorio casalborese vi furono altre chiese, così come si evince dalla bolla papale di Pasquale II del 1102: "In Casali Alvulo (ecclesia) Sanctae Mariae et Sancti Ioannis Precursoris Domini". Quindi esisteva la chiesa di S. Giovanni, probabilmente distrutta durante le incursioni arabe, quando fu distrutto anche il "Casale" del Monte Saraceno (1268). Altro antico tempio cristiano è quello di S. Michele Arcangelo, certamente non è anteriore al VI secolo poichè fu nel 525 d.C. che S. Michele apparve sul monte Gargano.
I Normanni e la nascita di Casalbore
I Normanni (north mann cioè uomini del nord) originari della Scandinavia, dopo essere stati in francia (911 d.C.) parteciparono alle Crociate, ed un gruppo di cavalieri normanni, di ritorno dalla Terra Santa si fermò in Italia (1017 d.C.). Tre anni dopo li troviamo ad Ariano Irpino e Troia (FG), al servizio dei Bizantini che dominavano la Puglia. Ben presto essi riescono a spodestare i loro padroni così Guglielmo, detto Braccio di Ferro, diviene "Conte" di questa regione (1042).
In seguito scacciano i Musulmani dalla Sicilia che diviene "Regno" normanno (1096).
E' in quest'epoca che sorge Casalbore, come entità autonoma e allora che sorse il suo castello e le sue mura.
La Chronica Volturnensis dice che furono i Normanni a iniziare la costruzione di castelli, dando il nome alla zona secondo il luogo: "castella ex villis aedificare coeperunt quibus ex locorum vocabulis nome indiderunt", ciò trova conferma nei documenti del tempo.
La data scolpita sul Castello di Casalbore è quella del 1216, ma come dice il Cocozza, questa non è la data di costruzione precisa del castello ma il periodo può essere quello e sta a dimostrare che la popolazione rurale della nostra zona abbia preso parte attiva agli avvenimenti della storia normanna. Il Conte Guglielmo divise le terre conquistate con altri 11 compagni, fra essi troviamo Gerardo di "Bonne Hebberg" a cui toccò una vasta zona: da Ariano Irpino a Morcone, Apice, Montefusco, Paduli, Monte Giove (monte Chiodo allora abitato), Alipergus (Buonalbergo), ecc.
Lo storico Tommaso Vitale dice che la terra di Casalbore era compresa nella vasta contea di Ariano Irpino durante il dominio normanno e che nel 1272 era posseduta da un certo Bartolomeo. Faceva parte della stessa contea anche durante il successivo dominio della famiglia Sabrano. La contea di Buonalbergo fu una delle più potenti, ciò si deve anche all'alleanza del 1° conte Gerardo con il celebre Roberto il Guiscardo. Questi sposò la bella e infelice Alberada di Buonalbergo da cui nacque il famoso Boemondo, duca di Taranto e Antiochia, che partecipò alla prima Crociata. A Gerardo successe Eriberto, poi Giordano (1110) e poi Ruggero (1125). Successivamente a questo periodo si svolgono grandi lotte tra il Conte di Ariano e i re di Sicilia che personalmente vengono a combattere in queste zone. Nel 1164 signore di Casalbore è Alferio di Monte Saraceno. Guglielmo (Duca di Puglia) è in lotta con Giordano (Conte di Ariano, Casalbore, Buonalbergo), alleato del primo è Ruggero II re di Sicilia. L'esercito pugliese- siciliano il 24-6-1122 distrugge Roseto. Due giorni dopo è al castello di Monte Giove (monte Chiodi) che è messo a ferro e fuoco, come dice Falcone da Benevento. Giordano deve fuggire e quindi anche Casalbore fu perduta. Successivamente Giordano, morto il rivale, riconquistò le sue terre (1127). Cinque anni dopo il figlio Ruggero veniva fatto prigioniero e mandato in Sicilia con la moglie. In queste vicende troviamo Casalbore alle dipendenze del re di Sicilia sotto influsso pugliese ed è durante queste lotte che il suo castello diventa una vedetta militare tra Benevento e la Puglia.
Il castello sorse in stile gotico: archi ogivali (acuti alcuni esistono tuttora), finestrelle a "bifora", "merli". Nel '500 fu trasformato dai Caracciolo. Vi erano quattro porte vere e proprie più una portella:
- a Ovest la Porta Beneventana con ponte levatoio;
- a Est la Porta Vallone;
- a Sud la Porta Fontana;
- a Nord la Porta Carrara per il passaggio dei carri;
- a Sud-Est la Portella (attualmente via G. Maraviglia).
L'interno del Castello era diviso in due "corti" (cortili), in uno dei quali (quello a Est) vi era il "Seggio" popolare per i giudizi della Corte Marchesale. Il Sobborgo o Borgo (a Ovest del castello) e la zona "sotto la terra" erano fuori della cinta muraria.
Dopo il dominio normanno spuntano nuovi padroni stranieri: gli Svevi. Sotto il regno di Federico II, Casalbore fu data a Raimondo di Mohac. In questo periodo si susseguirono dure lotte tra Svevi e Pontefici per la conquista della città di Benevento. Lo stesso Federico II era presente in zona, a Buonalbergo sotto la cui giurisdizione era Casalbore; dunque Casalbore era direttamente soggetta a Federico II.
Certo doveva essere terra imperiale, ma poco fedele al ghibellinismo; infatti presto si manifesterà terra guelfo-papale. Dopo la morte di Federico II e la sconfitta di suo figlio Manfredo a Benevento da parte degli Angioini, tutta la Contea di Ariano passò sotto il dominio di questi ultimi. Ma quando si seppe che Corradino di Svevia scendeva in Italia per far risorgere il ghibellinismo, tutti i Musulmani (che gli Svevi usavano per le lotte contro il papato) di Lucera ripresero le armi e saccheggiarono S. Eleuterio, Stornara ed il Casale di Monte Saraceno (nei pressi della contrada Pescolatorre).
La Contea di Ariano, di cui faceva parte Casalbore, fu donata alla famiglia Sforza dalla regina angioina Giovanna II, nel 1417. In seguito, il re Alfonso di Aragona tolse questa contea agli Sforza, concedendola a Innico di Guevara, a cui succedeva il figlio Pietro che la perdeva al tempo della Congiura dei Baroni per opera di Ferdinando I.
Il feudo di Casalbore fu acquistato da Giovanbattista e Bartolomeo Caracciolo da re Alfonso di Aragona nel 1485.
L'ultimo discendente dei Caracciolo fu la marchesa Aurelia che aveva sposato il principe Sanseverino di Bisignano. Il figlio Tommaso ereditò il feudo e dopo di esso la proprietà passò al marchese Costa che aveva sposato la figlia di Tommaso. Successivamente il castello e parte del feudo vennero acquistati da Tommaso Gallo che ne era stato l'amministratore con il marchese Costa.
Nel territorio di Casalbore passava e passa tuttora il "Regio Tratturo" Pescasseroli-Candela, via di passaggio per la transumanza delle greggi. I pastori abruzzesi portavano in inverno le loro pecore nei pascoli caldi del Tavoliere delle Puglie, viceversa, terminata la stagione fredda, ritornavano in Abruzzo. Sul Regio Tratturo si esigeva il pedaggio, non solo per le greggi ma anche per generi di commercio, pedaggio che fu sospeso dal 1570 al 1595. Per incrementare il commercio, nel 1792 furono aboliti tutti i pedaggi del regno.
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