Storia della polizia locale
Ancor prima dell'unità
d'Italia, le realtà territoriali italiane mirarono ad una gestione autonoma
della sicurezza e della quiete pubblica, spesso venute meno a causa del
susseguirsi delle varie occupazioni straniere, soprattutto a partire
dall’Ottocento. E’ nel secolo XIX°, dunque, che si devono rintracciare le
origini della Polizia Municipale.Le
diversità geografiche, storiche e socio-economiche delle identità locali rendono
tuttavia difficile unificare la storia delle Polizie Municipali. Ma l’esigenza
di una figura vicina al cittadino e che operasse conoscendo il territorio per
garantire una serena e duratura convivenza civile è stata sentita ugualmente da
tutte le comunità. Si trattava allora di creare la figura di un tutore
dell’ordine che possedesse lo stesso “codice” comportamentale, linguistico e
culturale dei cittadini, rispetto ai quali avrebbe dovuto risolvere i problemi e
intervenire nelle controversie.In seguito ai moti del ’48, lo Statuto
Albertino del 1849 introduceva un'importante riforma amministrativa che
dette maggiori poteri alle amministrazioni locali, tra cui quello di istituire
una propria polizia "…volta a garantire il godimento della cosa pubblica, la
salute e la sicurezza alla popolazione…" e, più in generale, a far
rispettare i regolamenti locali. Questo accadeva in un periodo storico in cui
l'idea di democrazia e di stato era diversa da come la possiamo intendere ai
nostri giorni.
Il Regio Decreto del 10 giugno 1852 fissava
le norme per l'attivazione del servizio delle “guardie municipali” da
parte delle comunità locali. Si stabilì, tra l'altro, che la determinazione del
loro numero e la loro nomina spettavano ai consigli comunali e che le guardie
dovevano portare una placca con l'insegna della comunità di appartenenza, il
loro nome e la qualifica.
Le guardie erano incaricate di vigilare sulla sicurezza delle proprietà urbane e
rurali, dei raccolti e dei prodotti della terra. Avevano inoltre il compito di
far rispettare il “regolamento di polizia urbana”: una raccolta di norme di
comportamento e limitazioni che trovavano nelle peculiarità locali la loro
ragione di esistere e la loro logica di fondo.
Si dovette comunque attendere più di un secolo perché si delineassero a livello
nazionale le funzioni comuni a tutte le Polizie Municipali. Con il Decreto
del Presidente della Repubblica 616 del 1977, molte funzioni amministrative
proprie dello Stato venivano trasferite alle Regioni e agli Enti locali minori;
anche la “polizia locale urbana e rurale” integrò allora i suoi compiti con le
tutte le materie attribuite o delegate dallo Stato all'ente locale. In questo
modo venivano ampliate le proprie competenze e gli ambiti operativi.Nel 1986 il Governo, con
la legge quadro n. 65,
dettò una disciplina nazionale sul ruolo ed i compiti della Polizia Municipale,
attribuendole, anche se con formule legislative non sempre chiare:
· funzioni di polizia giudiziaria
· funzioni di polizia stradale (già attribuite anche dalle norme sulla circolazione stradale)
· funzioni ausiliarie in materia di pubblica di sicurezza.
Oltre a questo, la Polizia Municipale:
· ha compiti di polizia amministrativa, annonaria, edilizia, ambientale e tributaria, per le competenze spettanti agli enti locali;
· effettua controlli specifici rilevando illeciti sia amministrativi che penali;
· nell'ambito del Codice della Strada, lavora per garantire la sicurezza e la disciplina della circolazione, rileva gli incidenti stradali, (secondo i più recenti dati ISTAT ben il 53,9% del totale nazionale), vigila sui cantieri stradali, promuove campagne di sensibilizzazione e si occupa dell'insegnamento dell'educazione stradale nelle scuole di ogni ordine e grado, permettendo, in tale ambito, anche il conseguimento del “patentino” per i ciclomotori.
A quasi vent'anni di distanza dalla legge-quadro, l'aumento delle richieste di sicurezza da parte dei cittadini e la collaborazione con altre Forze dell’Ordine, in materie non originariamente di competenza della Polizia Locale, rendono sempre più necessaria una definizione a livello nazionale del ruolo e delle attribuzioni della Polizia Locale stessa. Questo per fornire certezze e servizi sempre più adeguati alle aspettative dei cittadini, che sono da sempre i primi e veri interlocutori.